22 dicembre 2012

È Natale!

Non scrivo da più di sei mesi. Ma è Natale. E io adoro il Natale.

Non potevo non farvi gli auguri. Non potevo non stilare una mia chistmas wishlist. Quindi eccomi qui.

Se mi seguite su twitter saprete che sono viva, che sparlo di tutto e di tutti. In questi sei mesi sono successe molte cose...nel mondo degli altri.

È uscito l'ultimo episodio di 007 con Il Craig che a me non piace, quindi non l'ho visto.

Ho scoperto il cognato di Hamdan bin Mohammed Al Maktoum: il principe del Bahrain. Una saga anche lì. Ha sposato la sorella di Hamdan, Sheika, da cui ha avuto una bambina bellissima, Sheema detta Shumi, e...a giugno PAM: due gemelli.
Però il VERO CENTRO della questione è la poca umanità del Sig. Nasser del Bahrein. Un expat svedese lo ha denunciato per crimini contro l'umanità sostenendo che il Sig. nasser in questione l'avesse torturato durante un interrogatorio (non ricordo per quale motivo l'expat fosse stato interrogato).
A seguito della denuncia il Comitato europeo chiese che fosse negato al Sig. Nasser di partecipare alle Olimpiadi di Londra come rappresentante dello Stato del Bahrain. Of course, se ne sono fregati tutti e il Sig. Nasser ha appoggiato le sue chiappe sulla seggiolina dello Stato si Londra.

Ma passiamo oltre, la mia christmas wishlist:
"Caro Babbo Natale,
quest'anno sono stata abbastanza buona da meritarmi i seguenti regali:
Il rossetto YSL pesca o rosa bambolina
Un maglione rosso, girocollo, intrecciato (vedere quello Zara) oppure un maglione girocollo con disegni (vedere topshop e asos, ma topshop è meglio)
Il mascara di Chanel o Dior perché ho finito tutti i mascara in mio possesso e ne ho bisogno
Un cappello nero stile Tirolese/Amish/Nonno Giovanni che ci piace tanto
Un vestito rosso, perché a Natale se non hai un vestito rosso non puoi essere una Zia Sara doc
Un paio di calze in pizzo bello bello bello che servono sempre
Una siringa o un sac a poche serio per decorare i cupcakes che quello tarocco in mio possesso non va bene
Uno smalto rosso nuovo

A piacere vanno bene anche scarpe, maglie colorate di vario genere, collane di vario genere, bracciali di vario genere senza pendagli...

So che non potrò avere tutte queste cose, ma qualunque cosa di queste elencate tu riesca a portarmi io sarò contenta.
Grazie Babbo Natale".

So che Babbo Natale aveva la vita più facile quando chiedevo qualsiasi cosa della Barbie. I tempi cambiano.

Voi avete già preparato la letterina vero? O avete pensato solo ai regali per gli altri?

La prossima volta vi racconto meglio gli intrecci di palazzo. So che raccontati così non vanno bene.
Vi aggiornerò sul risultato della mia letterina a Babbo Natale.

Vi auguro BUONE FESTE, un Sereno Natale, l'eliminazione di persone che vogliono sempre fare cose troppo grandi anche per se stessi, l'eliminazione dei piccioncini troppo noiosi...Vi auguro più open bar, meno ubriachi al volante, più pandori con il mascarpone, meno canditi nei panettoni, più neve e meno pioggia.

Un abbraccio a tutti e davvero tanti tanti tanti auguri anche per il nuovo anno che sta per giungere. I tempi son duri per tutti ma insomma...LA RIPRESA È DENTRO DI NOI, disse Mario. Eh.

13 maggio 2012

Ma la ZIA?!

Oggi è la festa della mamma.
Auguri alla mia mamma e alle mie amiche mamme. E alle mamme delle mie amiche.

Mentre pensavo a tutte le top quotes di mia madre, una su tutte il fatto di chiamarmi "Madame". Da sempre. Ecco forse perché odio il francese. O sto con uno mezzo francese.
Insomma...mentre pensavo...lampo di genio: la festa della Zia!!

Esiste una festa della Zia? Non dello Zio, proprio della Zia! Se esiste, qual è la data? Se non esiste, perché nessuno l'ha inventata?

Dovrebbe esserci. Ok. I nonni sono i nonni...ma vuoi mettere la Zia?!

Tutti dovrebbero avere diritto alla Zia. La sorella della mamma, in particolare. The best.
La Zia è quella specie umana e parentale che storicamente si prendeva cura dei nipoti in modo severo, chic e snob. Ha quella capacità di addomesticare e disciplinare i nipoti che manca a genitori e nonni. I genitori a volte troppo stanchi e troppo scontati agli occhi dei figli, i nonni li accontentano troppo.

La Zia no. La Zia è una statua. La Zia la guardi dal basso ed è una magnifica statua gigante. E anche quando tu sarai più alta/o di lei, lei sarà sempre una magnifica statua gigante.
Nessuno ti farà mai tanti complimenti quanto la Zia. La Zia pompa l'autostima. Siete giù di morale? Vai dalla Zia!
Nessuno farà mai regali fighi quanto la Zia. Neanche tua madre che ti regala la Barbie che avevi chiesto a Babbo Natale. La Zia ti regala la cucina della Barbie. La cucina! Neanche ci avevi pensato tu alla possibile esistenza di una cucina con mini piattini e forchettine x la Barbie.
La zia ti insegna a cuccare, a farti bella, ad avere pazienza, ad avere stile. Charme.
Nessuna ha più charme della Zia. Anche quando stende i panni, anche se ha sfornato 4 figli, la Zia è figa.
La Zia ti insegna a fare i lavori domestici o i lavori manuali in generale. Tua madre non ha la pazienza x insegnare. Ti sgriderà se sbagli. La Zia no. Ha un rigore, una disciplina e una pazienza ineguagliabile. Nemmeno i nonni. Forse il nonno, ecco.

Insomma la Zia è una sorta di luminare anni luce più avanti di tutti, ma sempre così vintage!

La Zia è quella che ti fa conoscere le chicche più nascoste. E ti dà i soprannomi. Sempre. E sempre assurdi.

Mia Zia mi chiama "Sprota". Un sinonimo di snob, Vamp, gne gne gne...una che se la tira! L'altra Zia mi chiama "Bettonega". Sinonimo di pettegola, gne gne gne, criticona.
Sono una bella persona, insomma.

Per dire, miei nipoti li chiamo marmocchi. E poi ognuno ha il suo nomignolo personale. Sono la dea dei soprannomi.

Se la Zia è sorella della mamma...Hai la mamma in pugno! Già solo guardando la Zia, scopri tutti i difetti di famiglia. I difetti della tua mamma anche. La Zia li ha. E all'ennesima potenza.
E se vuoi avere ragione contro la mamma...la Zia è la migliore alleata. Sarà sempre dalla tua parte. Sempre. Però se la mamma è nera e l'hai fatta imbufalire...vai dalla Nonna. La Zia ti fa un'altra ramanzina.

Per finire, la Zia fa morire dal ridere. È buffa. Riderete fino alle lacrime.

Insomma...sta Zia, che è una botta di vita assurda...la vogliamo festeggiare?

Baci, baci, baci.

12 maggio 2012

Bologna.

Nemmeno merita un titolo studiato questa città.
Molte persone che conosco vi sono state e non mi avevano avvertita. Temevano di rovinarmi la sorpresa forse.

Bologna FA SCHIFO.
Appena ho messo piede nel suolo bolognese ho avuto un vago ricordo di Genova. Per lo stile dei palazzi storici. Quando mi sono addentrata e ho iniziato a guardarmi in giro... il terrore! Ma non vi vergognate? Ma non vi sentite degli assassini? Uccidete la prima Università d'Italia, storicamente parlando.
Per non parlare di Chiese e strade. Stanno lì, questi nullafacendi e moltotenenti, a manifestare per il lavoro o per questioni spirituali e hanno la feccia intorno.
No parole. Fatti.
Scrivere "la legge è illegale" su una CHIESA. Ripeto.
Bomboletta spray su UNA CHIESA. Palazzo. Turismo. Storia. Cultura. Culto. Territorio dello Stato del Vaticano, se proprio vogliamo dirla tutta,...questo è insensato e illegale!

Vergognatevi.
La città è una lattrina. Nemmeno in Congo. Nemmeno nel Medioevo considerato l'epoca peggiore.

Bike sharing? Esiste. Senza biciclette. Oppure con biciclette rosse, sbiadite, selle rotte, arruginite. E, ovviamente, gran segno di civiltà, sul portabiciclette delle bici a pagamento...le bici dei privati. STUDENTI. Universitari.
Siete giovani di corpo e vecchi nello spirito.

Ho visto bottiglie di vetro rotte per terra in una via pubblica e molto frequentata. Ho supplicato che nessuna ragazza con i sandali si ferisse.

Ho visto SETTE.SETTE.S E T T E vigili. Non ho mai visto tutti insieme sette vigili in servizio. Sette. Quando li ho visti non ero davanti a una Stazione di Polizia nè davanti al Comune, nè a una manifestazione. Ero sotto le Torri dell'Asinello. Sette vigili..che chiacchieravano tra loro amabilmente.
A UN METRO da loro, ovviamente, c'era un venditore abusivo.

Fate schifo. Fate veramente schifo.

I palazzi, i monumenti. Neri. Avranno addosso il carbone del 1700!!!! Magari puliamoli no? Magari, Signori Sindaci, cerchiamo di avere qualche finanziamento europeo, dei privati, dallo Stato per pulire alcuni dei palazzi.
Inutile mettere la targhetta sul muro del palazzo quando il palazzo è sporco così tanto da assomigliare alla mia stufa dopo una giornata di fuoco ardente.

La raccolta differenziata. Che? Marte?! No. Veneto da ormai 5 anni abbondanti. Umido, secco, plastica, carta. Porta a porta. Bidoni condominiali privati. No.
Avete i bidoni di 20 anni fa! Le campane! L'umido non sapete cosa sia. I bidoni non hanno una loro area. Sono sballotati su e giù a seconda della pazzia del primo che passa per strada.
E poi mandate i sacchetti biodegradabili a casa. Utili.

Le strisce pedonali. Inesistenti.

Le indicazioni dei luoghi di interesse storico e culturale, turistici, così per dire...inesistenti.

Uno spazio consono e apposito per gli annunci universitari. Magari più bacheche. Un sito internet.
I soldi degli addetti alla nettezza urbana, che puliscono le strade dagli annunci svolazzanti, sarebbero impiegati meglio se costoro pulissero i portici dalla polvere e dai cocci di vetro.

Il mitico "divieto di affissione" accompagnato dalle telecamere manterrebbe puliti i vostri palazzi. Maggiore soddisfazione. Maggiore pubblicità. Maggiore turismo. Maggiore ricchezza.

Mi dispiace Bologna. Ma sei la città italiana più brutta che abbia mai visto.
E non ditemi che è colpa del penultimo Sindaco a oggi indagato perché il carbone è lì dalla rivoluzione industriale.

Basta NO GLOBAL. Tanto SI EDUCAZIONE CIVICA.

07 maggio 2012

L'imprenditoria dell'armadio.

Mi chiedo se si possa capire le abilità imprenditoriali di una donna dagli investimenti che fa nell'abbigliamento.

Sono arrivata a concludere che una vera business woman non può non avere un pantalone elegante. Di cotone o di lana, nero, grigio o marrone. Alla capri, a sigaretta, o che cade dritto.
Niente jeans. I jeans sono da sottoposta. Sono da depressa, addirittura, secondo una ultima ricerca scientifica. Nel mio caso hanno ragione: se metto i jeans non sono al massimo della forma, anzi. E poi diciamolo: sono il ripara checazzomimetto per eccellenza e se una donna è insoddisfatta del suo armadio tanto da correre ai ripari con un jeans...bè è insoddisfatta di tanto altro. Almeno in quel giorno.

Rebus sono le maglie. Ok, la camicia...la camicia? Da sottoposta anche quella.
Secondo me batte tutto la maglia in seta. Un po' ampia. In seta. Anche rubata a qualcuno. Vale tutto nell'abbigliamento.
Le maglie sintetiche sono un epic fail....fu così che molte fashion blogger morirono sotto il nylon credendosi "grandi imprenditora"!
Qualche riserva ho sul dolcevita...la maglia scollata fa serva. Pure quella. Il dolcevita fa imprenditora incazzata. Io la metterei alle riunioni. D'inverno. Chissà però qual è la vera psicologia del dolcevita. Elena, se tu lo sai...soddisfa questa mia curiosità!

Le giacche. Una business woman ha almeno una giacca. Non di velluto e non di lana e non da utilizzare come soprabito. Una vera giacca da tallieur. Nera. O Marrone? Beige? Blu? Grigia?...No. Grigia no. Anche quella è da sottoposta. Sul marrone e affini non ho ancora le idee chiare. Sul blu...bo. Forse va bene. Ma non sono convinta. Voi che dite?

Gonne. Dicono che faccia porca, bambinella, signorinetta...passerottina, anatrella, scoiattolina, cerbiattiana e via...Se oltre il ginocchio, ampia e di lana fa sfigata. Non sono femminista e rispetto questi canoni.
Salvo per un tipo di gonna: quella a portafoglio. Non troppo corta. Grigia. Ma anche blu e colori tenui, freddi. La gioia proprio. Ahahhaa.

Il foulard. Donne. I foulard. No. Non la pashmina, la sciarpa, il santocaspio di tovaglia...il foulard. Quadrato. 30x30, tipo.
Quando l'imprenditora è sull'esaurito andante con la cervicale che la tortura, se di seta, il foulard è l'unico ottimo rimedio al dolore. L'unico tocco di dolcezza. Diventerà il suo migliore amico.

Anelli. L'imprenditora ha un anello. Tipo fedina. O anche con una pietra. Magari quarzo rosa che rilassa. Per dire. Un anello non ingombrante, comunque.
Quella che ha i diamanti non so se sia imprenditora. Forse una volpona. O un'imprenditora chic. No. È una sottoposta. Sì, deciso. Il diamante è da sottoposta. Anche quello incastrato nella fede di matrimonio.

Tacchi. Eh. Tacchi. Fanno delle gambe strafighe. Quelli alti in particolare. Dovreste usarli di più. Meglio di squat e step.
L'imprenditora...secondo me non li mette. Scoop. No, non li mette. Non più di 3-4 cm direi. Ma son quelle scarpe basse con quel tacco giusto per tener su la schiena e non esser ultrapiatte.
Donne evitate come la peste le ultrapiatte: circolazione, postura, cellulite compromesse.
Sul modello di scarpa però non so decidere.

Però un'imprenditora mica lavora e basta. L'imprenditora ha almeno un capo alla muoda. Una borsa o un vestito, o una camicia o un qualcosa di quel tessuto/colore/forma che quest'anno va tanto. Lei lo ha. E ha anche almeno una borsa importante. Non necessariamente da 1500 euro. Ma una di un tessuto considerevole, che potrebbe dare in eredità.

Ah...un'altra cosa...l'orologio. No. L'imprenditora non ce l'ha. È lei che detta il tempo. Biologicamente. Sa già tutti i tempi guardando solo il sole. O al massimo guarda l'ora sull'auto o sul cellulare.

Ecco. Ho finito. I miei ragionamenti sono arrivati a tanto. Non sto dicendo di aver fatto una scoperta ma voi...ci avete mai pensato?
Adesso aprite gli armadi e ditemi...Siete business women?