15 marzo 2012

Saggezza in pillole.

Momento di consigli utili. Prevalentemente per donne. Che dovrebbero essere più femmine.

A- Constato che ai tempi dei social network, i maschi appena si innamorano mettono una profile picture contenente il ritratto di loro con l'amata. Soprattutto all'inizio della relazione. Se non lo fanno e lui dice di amarvi alla follia, la scusa che è timido o si vergogna non vale. Mai. 
Ponetevi delle domande. L'atteggiamento del moroso della vostra amica molto innamorato vi darà le risposte. Ho detto l'ATTEGGIAMENTO, ossia i comportamenti. Non ho detto che il moroso della vostra amica vi potrà rispondere. 

B- Ogni tanto sfoggiate una gonna. Anche a campana, di quelle che quando cammini vanno a destra e a sinistra creando delle onde e fanno fru fru fru fru... Mica esiste solo la minigonna per incantare gli uomini! Le gonne che vanno su e giù gli fanno girare la testa e li ipnotizzano. Provate! E provate soprattutto nei giorni in cui siete in modalità "say yes to cess!". 

2 marzo 2012

Un venerdì di festa!

Questa è una storia vera.

Siamo a K. Ecco Karim che va a scuola. Oggi è Venerdì. E' festa e vuole vestirsi da festa anche per andare a scuola. Così sceglie i vestiti migliori, quelli che papà gli ha portato dall'Italia, anche se sua madre continua a strillare: “ Non metterti i vestiti i belli, poi gli schimker (i bambini di strada. Gli orfani) ti prendono a botte e te li rompono.”.

Niente da fare. Karim se ne frega ed esce tutto orgoglioso e si sente bello come il Principe Mohamed. Quelli sono i vestiti che suo papà ha portato per lui. Anche se per gli altri bambini che abitano vicino a casa sua lui è un fortunato, un ricco. Va alla scuola dei ricchi, con i figli dei medici, nonostante sua madre sia un'infermiera e suo padre un autista di camion. Un autista in Italia però. E anche se in Italia, per gli italiani, guadagna bene ma non benissimo rispetto al lavoro che fa, per gli abitanti di K è ricco.

Durante il tragitto Karim cammina tranquillo, arrivato all'angolo della scuola controlla da dietro il muretto le postazioni dei schimkeri davanti al cancello della scuola: sono tutti al di là della strada perché ci sono troppi genitori davanti al cancello. Così 1..2..3... e giù di corsa fino al cancello passando in mezzo ai genitori. Anche oggi l'ha scampata!

Alla fine della giornata di scuola, sono le 17,00, si ripresenta il problema schimkeri. Karim camminando tra la porta e il cancello prova a calcolare lo stato della situazione... Tra i genitori facce familiari zero: OK; dei schimkeri c'è solo Ibrahim appoggiato alla vetrina del negozio di brioches: OK.

1 marzo 2012

Manuale di sopravvivenza alla lontananza.

In generale nei momenti di disperazione non mi tuffo su barattoli di gelato, dolci, cibi fritti od oleosi... Non innondo la mia stanza di lacrime e fazzoletti, non faccio la muffa a letto e non abbandono la mia trusse di trucchi dandomi al bestialismo più totale. Non sono Bridget Jones.

Intanto per cominciare trasformo la disperazione, in sconforto, poi in autoconvincimento per arrivare alla resistenza, al sorriso e alle feste.
Così trovandomi in questo stato ho pensato di fare una specie di mio Manuale.


I PRINCIPI


1. Evitare stare a casa. Il momento di sconforto va espulso dalla quotidianità.

Regola
Se non strettamente necessario, OGGETTIVAMENTE necessario. Non "necessario" secondo il vostro voler diventare delle muffe! Proponete alle amiche di uscire, inventatevi cose da fare, gente da vedere, recuperate tutti i no che avete detto in passato per i troppi impegni legati anche al creatore dello sconforto.All'inizio vi annoierete o vi sembrerà uno sforzo immenso...anche controvoglia uscite. Continuate a versare lacrime? Continuate con i prossimi principi... soprattutto il numero 5.

2. Il pensiero fisso della materia della disperazione va attenuato, eliminarlo nel breve periodo è impossibile.