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19 aprile 2012

Sono una ribelle curda.

Giorni di ribellione pura, questi! Non mi va bene niente.
Né nel mio micro mondo, né in quello macro.
Nel micro: ho deciso di smettere di scendere a compromessi. Li faccio solo con le amiche e con i miei genitori. Con tutti gli altri il motto è: "io passo, o ti sposti, o ti investo.". Quindi, levati!!

Ho detto NO alle vacanze a Parigi. Ne ho le palle piene di mete comandate perché c'è Tizio, c'é Caio. Tanto non si viaggia gratis. Con quei soldi andiamo dove ci pare a noi. Non possiamo? Stiamo a casa. L'importante è stare insieme, dove stiamo bene. Entrambi. Io, in primis.

Ho testato la possibilità di un tour d'Italia. Ho visto più Europa, che Italia. Più città, che mare e relax. Ho bisogno di mare, di vestitini, di sale e di abbronzatura. Con il sofa/bed sharing farei davvero il tour d'Italia. Mi manca solo la Valle d'Aosta e il Trentino.
Ma si cercano ulteriori volontari anche in altre regioni. A Roma mi toccherà passare un mese. Idem per Milano.

2 marzo 2012

Un venerdì di festa!

Questa è una storia vera.

Siamo a K. Ecco Karim che va a scuola. Oggi è Venerdì. E' festa e vuole vestirsi da festa anche per andare a scuola. Così sceglie i vestiti migliori, quelli che papà gli ha portato dall'Italia, anche se sua madre continua a strillare: “ Non metterti i vestiti i belli, poi gli schimker (i bambini di strada. Gli orfani) ti prendono a botte e te li rompono.”.

Niente da fare. Karim se ne frega ed esce tutto orgoglioso e si sente bello come il Principe Mohamed. Quelli sono i vestiti che suo papà ha portato per lui. Anche se per gli altri bambini che abitano vicino a casa sua lui è un fortunato, un ricco. Va alla scuola dei ricchi, con i figli dei medici, nonostante sua madre sia un'infermiera e suo padre un autista di camion. Un autista in Italia però. E anche se in Italia, per gli italiani, guadagna bene ma non benissimo rispetto al lavoro che fa, per gli abitanti di K è ricco.

Durante il tragitto Karim cammina tranquillo, arrivato all'angolo della scuola controlla da dietro il muretto le postazioni dei schimkeri davanti al cancello della scuola: sono tutti al di là della strada perché ci sono troppi genitori davanti al cancello. Così 1..2..3... e giù di corsa fino al cancello passando in mezzo ai genitori. Anche oggi l'ha scampata!

Alla fine della giornata di scuola, sono le 17,00, si ripresenta il problema schimkeri. Karim camminando tra la porta e il cancello prova a calcolare lo stato della situazione... Tra i genitori facce familiari zero: OK; dei schimkeri c'è solo Ibrahim appoggiato alla vetrina del negozio di brioches: OK.